Visto
l'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, che consente alla scuola
dell'autonomia di interagire da protagonista con le autonomie locali, i
settori economici e produttivi, gli enti pubblici e le associazioni dei
territorio, nonché di perseguire tramite l'autonomia la massima
flessibilità;
visto l'articolo 3 della legge 18 dicembre 1997, n. 440, concernente
l'istituzione dei fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta
formativa e per gli interventi perequativi;
visto
il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante "Conferimento di
funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti
locali, in attuazione dei capo 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e, in
particolare, il capo III concernente l'istruzione scolastica e il capo V
concernente la formazione professionale;
visto
il decreto dei Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, con il
quale è stato emanato il regolamento recante norme in materia di autonomia
didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche ai sensi dei citato
articolo 21 della legge n.59/97;
visto
l'accordo di programma dei 6 febbraio 1996, sottoscritto tra il ministero
della Pubblica istruzione e il ministero dell'Ambiente per la promozione
della corretta conoscenza delle tematiche ambientali e di comportamenti
responsabili e attivi verso il comune patrimonio ambientale;
visto
il decreto dei Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, così
come modificato e integrato dal decreto dei Presidente della Repubblica 9
aprile 1999, n. 156, con il quale è stato emanato il regolamento che
disciplina le iniziative complementari e le attività integrative nelle
istituzioni scolastiche, che coinvolgono aspetti della vita di relazione dei
giovani, anche rispetto a temi come la solidarietà, l'ambiente, la
protezione civile, l'ecologia;
vista
la circolare ministeriale 17 aprile 1996, n. 149, in cui si forniscono
indicazioni orientative in ordine alle tematiche dell'educazione ambientale;
vista
la Carta dei Principi proposta dal Comitato tecnico interministeriale -
ministero della Pubblica istruzione e ministero dell'Ambiente - (decreto
ministeriale 7 ottobre 1996) per l'educazione ambientale orientata allo
sviluppo sostenibile e consapevole;
vista
la circolare ministeriale 13 dicembre 1993, n. 346, riguardante le
iniziative in materia ambientale finalizzate all'integrazione
dell'insegnamento verso la conoscenza dei diversi ambienti naturali e della
loro diversità genetica e biologica dell'Italia e a viaggi di istruzione
nei parchi nazionali e nelle aree protette;
visto
il protocollo d'intesa siglato in data 15 marzo 2000 tra il Ministro delle
Politiche agricole e forestali e il Ministro della pubblica istruzione, per
una più stretta collaborazione finalizzata allo sviluppo del settore
agrario;
premesso che il ministero
della Pubblica istruzione:
- considera uno dei suoi
compiti precipui l'educare i giovani al rispetto dell'ambiente per
promuovere in loro la consapevolezza dei diritti e dei doveri per una
piena cittadinanza;
- ritiene che la scuola
delle autonomie deve interagire da protagonista con le autonomie locali,
i settori economici e produttivi, gli enti pubblici e le associazioni
dei territorio.
- reputa utile promuovere
la conoscenza dell'importanza della biodiversità dei patrimonio
naturale, minacciato dagli incendi dalla diffusione delle monocolture
con l'uso crescente di fertilizzanti e pesticidi e dalla meccanizzazione
dell'agricoltura, che determinano la progressiva scomparsa di habitat
preziosi per la conservazione della varietà genetica delle specie
vegetali
- ritiene importante
favorire progetti finalizzati all'apprendimento delle tecniche agricole
e alla conoscenza dei paesaggio agricolo e rurale e delle tradizioni
legate alla cultura contadina, tra cui quelle gastronomiche ,
- ritiene che le tematiche
e i problemi che emergono dal territorio possano costituire fonte di
arricchimento sistematico dei curricoli formativi;
- considera come attività
scolastica tutto ciò che si svolge a scuola sulla base di progetti
educativi, con ciò superando la distinzione tra iniziative curricolari
ed extracurricolari;
premesso che la
Confederazione italiana agricoltori intende:
- promuovere la conoscenza
dei ruolo decisivo dell'agricoltura per garantire uno sviluppo durevole,
assicurare una alimentazione sana e diversificata e salvaguardare
l'ambiente',
- valorizzare l'attività
della rete, da essa stessa promossa, denominata "Scuola in
Fattoria" a cui aderiscono le imprese agricole che mettono al
servizio degli studenti le loro attività per fini educativi,
- favorire la
collaborazione tra il mondo dell'agricoltura e la scuola, al fine di
arricchire H patrimonio culturale delle nuove generazioni in rapporto
alle azioni per lo sviluppo rurale, la valorizzazione della
multifunzionalità dell'agricoltura e la pluriattività delle aziende e
la promozione della imprenditorialità giovanile nel settore;
- incoraggiare tra gli
studenti di tutte le fasce d'età, esperienze di manualità e
creatività operativa relative alle attività agricole e alimentari,
come arricchimento formativo ed educazione a una alimentazione corretta
e consapevole;
si
conviene quanto segue
Articolo 1
Il ministero
della Pubblica istruzione si impegna a:
- dare comunicazione agli
uffici scolastici periferici, e, per loro tramite, alle singole
istituzioni scolastiche, alle consulte degli studenti e alle
associazioni studentesche sui contenuti del presente protocollo
- favorire le iniziative
che verranno in seguito concordate, cui le scuole potranno partecipare
sulla base di progetti educativi e didattici autonomamente deliberati,
finalizzate a promuovere la diffusione e l'approfondimento della cultura
dei territorio legata alle attività agricole;
- favorire attività
affinché nei giovani si consolidi la consapevolezza che il rapporto tra
l'uomo e l'ambiente naturale che lo circonda deve essere basato sui
rispetto di esso e delle sue leggi e che, quindi, anche l'agricoltura
deve rispettare questi principi,
- favorire l'organizzazione
di iniziative per le scuole, elo giornate, dedicate ai temi della
conoscenza della agricoltura e del mondo rurale.
- promuovere la diffusione
e l'approfondimento nelle scuole di ogni ordine e grado della cultura
dei territorio, tramite iniziative che valorizzino in particolare la
conoscenza delle attività legate all'agricoltura e alle nuove
potenzialità offerte dall'agriturismo, sia in termini di recupero delle
opportunità occupazionali che di turismo;
Articolo 2
Confederazione italiana
agricoltori si impegna a:
- organizzare la rete
nazionale "Scuola in fattoria" dì imprese agricole che
mettono a disposizione delle scuole che lo richiederanno il saper fare e
la maestria degli agricoltori nelle attività di coltivazione,
allevamento, produzione e trasformazione dei loro prodotti tipici;
- diffondere la conoscenza
e l'attuazione della Carta dei Requisiti di Qualità a livello nazionale
tra i propri associati e tra i cittadini consumatori;
- svolgere programmi di
formazione e aggiornamento rivolto agli agricoltori che già svolgono o
intendono svolgere attività educative, oggetto di questo protocollo,
con le scuole;
- predisporre materiale
didattico atto a sviluppare negli alunni la conoscenza delle attività
agricole e dei prodotti tipici del proprio territorio per rafforzare il
senso dì appartenenza alla comunità locale,
- concordare con le scuole
"pacchetti dì supporto alla progettualità" delle stesse,
nell'autonomia di ogni Istituto, che mirino a offrire "percorsi
possibili" nella elaborazione dei piano dell'offerta formativa.
Articolo 3
Organismo preposto all'attuazione dell'intesa
L'attuazione della presente
intesa è demandata a una struttura con compiti di programmazione, di
indirizzo di monitoraggio e di valutazione costituita da un gruppo di lavoro
a livello nazionale presieduto dal Sottosegretario di Stato competente per
materia, o da un suo delegato, e composto da due rappresentanti dei
ministero della Pubblica istruzione e da due rappresentanti della
Confederazione, designati dalle parti.
Il gruppo ha i seguenti
compiti:
- sovraintende alla
corretta applicazione dei protocollo esaminando i problemi e
prospettando le soluzioni;
- coordina l'attuazione
degli interventi sul territorio nazionale e ne assicura l'omogeneità;
- individua le modalità di
diffusione delle informazioni;
- promuove il monitoraggio
e redige una relazione annuale delle attività.
Articolo 4
Ufficio preposto alla gestione dell'intesa
I profili organizzativi e di
gestione afferenti all'attuazione dei protocollo d'intesa verranno curati
dall'ispettorato per l'Educazione fisica e sportiva - Ufficio di
coordinamento per le attività degli studenti, che assicurerà il necessario
coordinamento con altri Uffici Centrali interessati.
Articolo 5
Modalità di attuazione
Nell'ambito degli indirizzi
e delle linee guida definiti dal gruppo di lavoro nazionale le azioni
previste sono realizzate all'interno di progetti territoriali di riferimento
e, a tal fine, ci si potrà avvalere dei rappresentanti regionali o di area
della Confederazione.
Articolo 6
Durata
Il presente protocollo di
intesa entra in vigore alla data della stipula, ha durata triennale, e sarà
rinnovato alla scadenza, salvo diverso avviso di una delle parti, espresso
almeno tre mesi prima della scadenza dei termini. Potrà essere, d'intesa
tra le parti, modificato in ogni momento.
Roma, 6 febbraio 2001
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