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Il Progetto

Protocollo d'Intesa con il  Ministero della Pubblica Istruzione

Il Testimonial
 I Principi album fotografico I Requisiti di qualità   
schede di adesione La Rete delle Aziende I bambini raccontano

 IL TESTIMONIAL

In molti Paesi del mondi, lo sviluppo stesso dei modi di produzione e degli assetti sociali e lo sviluppo dei saperi e delle tecnologie stanno inducendo a ripensare profondamente contenuti, metodi e strutture dei sistemi formativi. In Italia, abbiamo al momento un obbligo formale che spinge in questa direzione: l'approvazione della legge sul riordino di tutti i cicli scolastici prevede che, entro l'estate del 2000, il Ministro proponga ed entro l'autunno del 2000 il Parlamento decida un piano di attuazione della legge che coinvolga appunto una completa revisione di contenuti e metodi, curricula ed obiettivi dell'intero sistema scolastico. Inoltre, la legge sull'autonomia degli istituti scolastici già da tempo assegna alle scuole un largo margine di iniziative autonome anche in collaborazione con enti ed imprese fuori dalle mura scolastiche.

L'iniziativa della Confederazione Italiana Agricoltori "A Scuola in Fattoria" giunge, dunque, al momento opportuno. Per quanto mi riguarda, ho già avuto modo di ricordarlo nel recente convegno del CIDI a Sorrento (9/11 marzo), su "Culture e saperi nella scuola".

A me pare che se ne debba sottolineare almeno un altro aspetto positivo. Aprire le porte della formazione ad un rapporto diretto con l'ambiente agricolo ha una valenza formativa molteplice. Certamente, vi è una valenza conoscitiva preziosa su quel che è oggi un ambiente agricolo, su come in esso  può operare produttivamente l'uomo in modo tecnologicamente avanzato ed attento alle esigenze naturali ed ambientali. Certamente vi può essere, per le fasce scolastiche medio-superiori, la possibilità di interessanti e diversificate esperienze professionalizzanti. Ma vi è soprattutto per tutte le età e fasce scolastiche l'occasione preziosa di un recupero di rapporto con la propria fisicità e con le proprie capacità manuali ed operative. Il nostro corpo e la nostra mente, il corpo e la mente che ereditiamo col patrimonio genetico della nostra specie, non si sono foggiati nelle ere contemplando schemi e digitando tastiere, ma agendo, producendo, facendo; sono queste esperienze vitali primordiali e permanenti che ci hanno portato come specie e ci portano come individui ad apprendere, usare e dominare apparati simbolici di crescente astrazione, parole, numeri, algebre. Ma guai a smarrire il rapporto vitale con la radice attiva, fisica, di questo mondo. Non si tratti di chiudersi al mondo digitale ed astrattamente simbolico. Si tratta al contrario di dominarlo e di servircene al meglio e questo non è possibile se corriamo il rischio di ridurci ad ectoplasmi, a creature virtuali. Non è possibile se atrofizziamo le capacità di fare, di respirare e gustare, vedere e odorare e toccare, orientarci col nostro corpo nel nostro spazio.

"A Scuola in Fattoria" può essere qualcosa di più di una pur pregevole integrazione collaterale della formazione. Può restituirci un rapporto vitale con le cose, l'ambiente naturale, il fare, che la vita urbanizzata e digitalizzata rischiano di compromettere in tutti i Paesi di più alto sviluppo tecnologico.

Prof. Tullio De Mauro

Roma, settembre 1999